27 Novembre - 11 Dicembre 2011 @ Villa Mazenta - Giussano (MB)


Cantastori

Il più tipico cantastorie meneghino fu un certo Enrico Mulaschi, meglio conosciuto come "Barbapedana", cioè giovanotto.
Aveva dato segni precoci della sua vocazione; a nove anni infatti, quando era occupato come "piccolo" nell'osteria di Paullo Lodigiano, era rimasto estasiato udendo un cantastorie.
Abbandonò però i "quintini" per affrontare il pubblico della strada solo a diciassette anni.
Viveva in una povera casa in un vicoletto di Porta Tosa, ora scomparso, e girava di osteria in osteria con la chitarra a tracolla, un cappello a tesa larga adorno di una coda di scoiattolo e una zimarra color tabacco.
Il repertorio di questo cantastorie constava di antichi canti popolari da lui raccolti e rimessi insieme a modo suo; inventò anche versi strampalati ma geniali.
Barbapedana sapeva scegliere le sue canzoni a seconda degli ascoltatori: per le famiglie aveva il repertorio castigato, per le coppiette che si appartavano in una sala o in fondo alla toppia sceglieva canzoni piccanti. Accompagnando il suono della chitarra con un fischio dolce, diventò presto popolare tanto che persino la duchessa di Genova lo invitò a cantare a Stresa.
Tanto popolare che una volta si usava dire:
"L'è un Barbapedana", è un cantastorie.
Precursore degli odierni cantautori, ironizzava su se stesso in una nota canzone:
"Barbapedana el gh'aveva on gilé
senza el denanz cont via el dedree
cont i oggioeu longh ona spana
l'era el gilè del Barbapedana!"

Cantastori

Opera di Berra Alessandro